Storia e Cultura


ORIGINE GRECO-DORICA
Le origini del paese sono incerte. I primi abitanti del centro potrebbero essere stati di origine greco-dorica, come testimoniano la presenza di tracce e di influssi greci nel dialetto, i numerosi cognomi che hanno conservato la forma antica (Crea, Macrì, Marafioti, Tripodi, Versace ecc.), il punto al centro denominato Mistra e il culto per la protettrice Santa Eufemia Vergine e Martire, Santa originaria della Calcedonia.
Il centro si sviluppò per il sorgere di vari monasteri di monaci venuti in Calabria fin dal 368. Successivamente l’arrivo di numerosi gruppi di monaci basiliani favorì il sorgere di molti altri monasteri: quello di Sant’Oreste, di Sant’Eufemia, di San Luca e di San Bartolomeo. Il più importante di questi monasteri fu quello di San Bartolomeo di Trigona fondato da San Bartolomeo di Simeri verso la metà del secolo XI.

DOMINAZIONE ANGIOINA E I RUFFO
Il paese subì la dominazione bizantina, normanna, sveva e angioina. A tale proposito esiste la "Grotta dei Saraceni" nella località di Meladoro, vicino Sant'Eufemia. Secondo quanto stabilito dalla pace di Caltabellotta del 31 agosto 1302, questi territori tornarono agli Angioini dopo la dominazione aragonese per poi divenire luogo bellico per gli scontri tra spagnoli e francesi. Nel 1535 Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, durante una sua visita in Calabria passò lungo l'antica via romana Popilia attraversando i paesi di Sant'Eufemia e Sinopoli. In questo periodo storico ricordato come "Calabriae Planctus" il governo spagnolo attraverso l'introduzione di funzionari aggravò la situazione economica calabrese. Durante la signoria dei Ruffo nei secoli XVI, XVII, XVIII, Sant'Eufemia fu casale di Sinopoli. Nel 1790 sotto la guida del sindaco Vincenzo Panuccio, il paese riuscì ad avere la meglio e vincere la causa per liberarsi dal potere dei Ruffo e assunse il nome di Sant'Eufemia D'Aspromonte.

I TERREMOTI
Il paese subì numerose volte le conseguenze di vari terremoti. Tra il 5 e il 7 febbraio 1783 le scosse di terremoto provocarono quasi la distruzione dell'intero paese e 945 vittime. Un altro importante terremoto vissuto dalla popolazione eufemiese fu quello del 16 novembre 1894. Tale sisma, avente epicentro a Palmi e di grado 6,1 della scala di Richter, ha avuto come bilancio finale 98 vittime e danni considerevoli. Nel nostro paese le vittime furono 9 con più di 200 feriti. Il quartiere Campanella e il Petto del Principe furono le zone dove si registrarono minori danni. La chiesa del Petto fu completamente distrutta. I soccorsi giunti nei luoghi colpiti dal sisma erano reparti di truppe e operai sottoposti agli ordini del maggiore del genio civile Angelo Chiarle. Questi soccorsi giunsero grazie al coordinamento con la prefettura di cui se ne occupò il consigliere provinciale Michele Fimmanò, nonché la figura politica eufemiese più importante del periodo storico compreso tra l'unità d'Italia fino ai primi anni del 1900. I primi segni di ripresa del paese si registrarono un anno dopo con la ricostruzione di baracche, chiese, ospedali nella zona denominata "Pezza Grande".
Ma l'evento più sconvolgente per la storia di Sant'Eufemia fu il terremoto del 1908. Dopo il sisma il paese mutò completamente il suo aspetto urbanistico.
I terremoti precedenti al 28 dicembre 1908 avevano già contribuito alla precarietà delle strutture eufemiesi. Gli effetti del sisma furono: 530 vittime, più di 2000 feriti e la distruzione di circa l'85% delle abitazioni. I danni minori furono riportati in via Roma e nel rione Campanella, mentre le zone più basse del paese come il rione Matrice e la piazza San Giovanni furono ridotte a un cumulo di macerie.
Le autorità militari autorizzarono la costruzione di nuove baracche, strade, chiese e persino un acquedotto nella zona della Pezza Grande.

SANT'EUFEMIA OGGI
Oggi Sant'Eufemia D'Aspromonte è in fioritura. L'amministrazione comunale, diretta dal sindaco dott. Domenico Creazzo, punta al miglioramento sotto tutti i punti di vista del nostro paese. Importante è la presenza di alcune realtà quali il liceo scientifico e associazioni, tra cui il Terzo Millennio e l'Agape. Il liceo di Sant'Eufemia, che è un distaccamento del liceo scientifico "E. Fermi" di Bagnara Calabra, è un elemento essenziale per lo sviluppo socio-culturale dei nostri giovani. Il Terzo Millennio, fondato nel 1997, contribuisce all'aggregazione dell'intera comunità, all'aiuto dei ragazzi attraverso progetti pomeridiani di doposcuola e organizza feste tradizionali. Di fondamentale importanza, inoltre, è il museo della civiltà contadina che mantiene vivo il ricordo della storia antica e che riflette la vocazione economica del nostro paese.





Visita guidata al museo della Civiltà Contadina con la custode Caterina Iero, la quale ci ha mostrato foto e costumi appartenenti alla nostra tradizione e ci ha illustrato l'utilizzo di utensili tipici delle antiche attività agricole nostrane. Ovviamente non sono mancati i racconti che venivano tramandati da generazione in generazione, ad esempio la leggenda di Donna Canfora e della Costa Viola.







Fonti consultate
Bibliografia: http://forgionedomenic.blogspot.it/ , http://asmenetcalabria.it/index.php/it/
http://www.approdonews.it/giornale/

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